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Quando a Macerata si parla di Misericordia, nessuno rimane indifferente. Ciò non è dipeso dal fatto che già esistesse da tempo una Misericordia intesa come organizzazione di volontariato, ma bensì perché proprio alla Madonna della Misericordia, Macerata deve la sua storia e la sua esistenza. Correvano gli anni 1446-1447 quando a Macerata si diffuse la peste, una tremenda epidemia che decimò la popolazione.
Tutti i tentativi fatti per arginare questa malattia furono inutili,tanto che continuavano a crescere i casi di infezione ed ormai la città era disseminata di morti.
Come si dice, dove non arrivano gli uomini, arriva la fede……Fu così che l'allora Consiglio Comunale decise all'unanimità di far erigere una chiesina votiva attorno all'affresco rappresentante la Madonna della Misericordia che era posto sul muro dell'allora orto della casa del Vescovo, in piazza del Duomo.
In un solo giorno si terminarono tutti i lavori per tale opera. Infatti il 15 agosto 1447 si pose la prima pietra e grazie all'aiuto di tutti i cittadini, vecchi e bambini, uomini e donne, laici e sacerdoti, poveri e ricchi, venne innalzata una chiesa "Cicarella" terminando il tutto il 16 agosto 1447.
Da quel giorno, tra lo sbigottimento della popolazione, la moria della peste cominciò a diminuire fino a cessare del tutto riportando la tranquillità nei cuori dei cittadini. Ovviamente da quel giorno il tempietto prese ad affollarsi costantemente di fedeli che accorrevano da ogni luogo per ringraziare la Vergine Misericordiosa, artefice a loro dire della prodigiosa guarigione. Nel 1515 grazie ad una enorme donazione la chiesetta si arricchì dello stupendo quadro della Madonna che ancora oggi troneggia nella chiesa e di cui si ignora l'autore dalla prestigiosa manifattura. Fu nel 1734 che il tempio iniziò ad avere l'attuale aspetto. Infatti un famoso patrizio maceratese Marefoschi ebbe la prestigiosa idea di incaricare l'architetto Luigi Vanvitelli a costruire una piccola reggia alla Madonna, per altro da poco incoronata.
Riuscì sicuramente nell'immensa impresa di racchiudere in un esiguo spazio un vero e proprio palazzo reale dalle magnifiche forme ed adornato riccamente di affreschi, di marmi, di decorazioni e di tele di autori quali il Conca ed il Mancini. Solo in epoche successive si ebbe l'aggiunta delle varie componenti che ad oggi fanno si che la chiesetta si dica la migliore della città da un punto di vista artistico, infatti vennero aggiunti il giro attorno (ambulacro), i portichetti esterni e le cancellate in ferro battuto. Recenti infine gli affreschi alle pareti del Biagetti (1921) e le magnifiche porte in bronzo del Santuario del Cantalamessa (1952). Ricerca storica a cura del settore arte e cultura |
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